GIORNATA DELLA MEMORIA
IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI

Relatore: BAYKAR SIVAZLIYAN

Il genocidio armeno è stato il primo del ’900, nonché uno dei più dimenticati. Il sistematico sterminio del popolo armeno iniziò a Costantinopoli nella notte del 24 aprile 1915 con l’arresto di intellettuali, studiosi, poeti deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada. Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento.
Arresti e deportazioni furono compiute in massima parte dai «Giovani Turchi», organizzazione nazionalista salita al potere nel 1909, che intendeva creare uno stato nazionale turco linguisticamente e culturalmente omogeneo, con una popolazione composta in larga misura da un unico gruppo etnico.
Ancora oggi la posizione ufficiale del governo turco è che le morti degli armeni durante i “trasferimenti” o “deportazioni” non possono essere considerate “genocidio” e parlare di “genocidio” è un reato punibile con la reclusione da sei mesi a due anni.