LETTERATURA
LA “COMMEDIA UMANA” DI GIOVANNI BOCCACCIO: IL DECAMERONE
L’INGEGNO: BEFFE, BEFFATI E BEFFATORI. LA GRU DI CHICHIBIO (VI,4), IL DOGLIO DI PERONELLA (VII,2) E L’ELITROPIA DI CALANDINO (VIII,3)

Relatore: ALDO MARIA COSTANTINI

Per le infinite sfaccettature dell’ingegno, in cui il ruolo dominante è quello della parola, a cominciare dai motti arguti della sesta giornata per poi diventare grande sinfonia dell’inganno nelle splendide beffe della settima e dell’ottava, Boccaccio propone una ancora più ampia esemplificazione orchestrata in tre giornate, con personaggi memorabili che godono di fama proverbiale anche fuori del Decameron, come Calandrino.