STORIA DELL’ARTE
LA RAPPRESENTAZIONE DEL GIUDIZIO UNIVERSALE NELL’ARTE DAL MILLE ALLA FINE DEL QUATTROCENTO

Relatore: GRAZIA FUMO

Il corso viene proposto sia al Berna che alla Manin in date diverse

Il tema del sacro nell’arte verrà affrontato attraverso la lettura e il confronto di alcune pagine significative della storia dell’arte che hanno avuto come soggetto il Giudizio Universale. Questo argomento, proprio per la sua forte carica emotiva, è stato scelto nel corso dei secoli da numerosi artisti che, con tecniche e materiali diversi, hanno voluto esprimere questioni religiose, morali ed esistenziali. Questi artisti erano pronti a catturare l’immaginazione dell’uomo con originali apparati figurativi per esplorare i significati più spirituali e profondi del tema.
Vista la vastità dell’argomento, gli incontri verteranno su alcune opere che abbracciano un periodo che va dal Mille alla fine del Quattrocento. Dopo un’iniziale introduzione generale riguardante il senso e l’iconografia del Giudizio Universale nell’arte e la sua evoluzione in rapporto ai cambiamenti storici e culturali, saranno approfonditi alcuni esempi significativi, tra cui la rigorosa e iconica rappresentazione dei mosaici veneto-bizantini della controfacciata della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello e l’innovativa raffigurazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Quest’ultima, caratterizzata da figure con espressioni e gesti realistici, segnerà l’inizio di un nuovo stile più naturalistico e umano.
Si focalizzerà l’attenzione anche su composizioni realizzate da artisti che interpretarono il Giudizio Universale nel corso del Quattrocento, eleggendolo a soggetto privilegiato sia per la pittura su tavola sia per quella monumentale ad affresco. Tra questi saranno considerati Beato Angelico, che dedicò al tema più di una composizione, e Luca Signorelli, che dipinse nella Cappella di San Brizio, nel Duomo di Orvieto, un imponente Giudizio Universale, un’opera che testimonia l’esuberante cultura figurativa, letteraria e filosofica del periodo e anticipa di pochi anni il celebre capolavoro che Michelangelo eseguì nella Cappella Sistina.