STORIA
NAPOLEONE – IL MITO

Relatore: VINCENZO GUANCI

Napoleone inventò la categoria politica del “bonapartismo”, una sorta di cesarismo dell’età contemporanea, che basava il suo potere sull’ambiguità di un equilibrio precario tra due criteri di legittimità contradditori: da un lato la sovranità popolare, ridotta però a un’investitura plebiscitaria, dall’altro un’autorità che senza limiti governava la società e lo Stato. Tuttavia, nonostante i suoi caratteri autoritari, possiamo tranquillamente affermare che l’Impero napoleonico ebbe un’impronta progressista, in quanto svolse la funzione di garantire le conquiste della rivoluzione contro le monarchie assolute di antico regime.
Il mito di Napoleone in Francia tra le classi popolari continua anche dopo la sconfitta di Waterloo e la restaurazione borbonica, mentre nel resto dell’Europa si affermerà con la sua morte nel 1821. Il 16 luglio mentre i giornali francesi pubblicano articoli titolati “Napoleone Bonaparte non è più”, Alessandro Manzoni legge la notizia sulla “Gazzetta di Milano” e in tre giorni compone una delle poesie più note agli italiani, Il Cinque Maggio”, che ebbe anche una certa risonanza europea. “Ei fu.” Costituisce indubbiamente uno degli incipit più famosi della nostra letteratura. E Inizia la leggenda, il mito.