LETTERATURA E CINEMA
GOLIARDA SAPIENZA: L’ARTE DELLA GIOIA
Relatore: ANNA NASTI
Il corso viene proposto sia al Berna che alla Manin in date diverse
Considero questo romanzo peculiare e importante presenza nel patrimonio culturale di ogni lettore appassionato alle caratteristiche dell’affettività umana, nelle sue sfaccettature vere e riposte.
Goliarda Sapienza, dal 1967 impiegò dieci anni per terminarlo, ma nessun editore volle pubblicarlo, pur riconoscendone l’enorme valore letterario: lungo, “immorale” e, soprattutto, non letto compiutamente, perché spesso gli editori italiani, anche amici, non leggono per intero le opere loro proposte.
Soltanto due anni dopo la morte dell’autrice, nel 1998, il testo ebbe una prima edizione in Germania e poi, trionfale, in Francia. Per esso, Goliarda era morta in povertà, ma aveva racchiuso nelle sue quasi mille cartelle poi dattiloscritte una enorme quantità di vita, pulsante nei numerosissimi personaggi, certo tutti riferibili a incontri, a sue esperienze. Pur negando lei stessa che si trattasse di un romanzo autobiografico in senso proprio.
Spesso scabrose sono le esperienze narrate, perché si riferiscono ad una sessualità femminile libera, “anarchica” come lei stessa, in quanto affida al corpo il semplice compito di realizzare gioiosamente il sesso, senza parole o stadi preparativi, ma aperto ad ogni emozione e sensazione; perché il corpo sa guidare ed è lui che comanda nella seduzione di uomini e donne, senza alcuna forzatura.
Seguendo tale sua aperta etica interiore, Modesta, la protagonista, è prodiga in tutti gli affetti: generosa amica, affettuosa, attenta madre e nonna, amante sempre sensuale. Ella sa costruirsi il proprio destino, la vita di un’intera vita: “carusa” siciliana nata nella povertà di un misero villaggio, intelligentissima e presto consapevole del piacere carnale, reca in sé la certezza interiore di un destino diverso, che è più di una speranza: è una “arte della gioia”, che non smetterà mai di praticare, con fiducia estrema, in tutti gli ambienti in cui vivrà: il paese di nascita, il convento, i palazzi e le ville nobiliari. E con tutti gli innumerevoli personaggi con cui verrà a contatto.
Modesta affronterà innumerevoli difficoltà e problemi con una stupefacente capacità risolutiva, costituita essenzialmente dalla sua natura “anarchica”, dal suo essere “fuori dagli schemi” fisici e mentali. E la sua indistruttibile speranza, attuata costantemente come “arte della gioia”, si realizzerà in esito felice.
Quale archetipo, Modesta potrebbe rappresentare forse il sogno di molte donne.
Nel 2024 il romanzo è stato reso da Valeria Golino in una miniserie televisiva di successo.