LETTERATURA E CINEMA
JACK LONDON, MARTIN EDEN.
LA TRASFORMAZIONE E LA DISILLUSIONE

Relatore: ANNA NASTI

Jack London (1876-1916) è uno dei più insoliti e affascinanti romanzieri statunitensi. La sua scrittura evoca mitici mondi: natura preistorica, giungla misteriosa, (Il richiamo della foresta, Zanna bianca); mari stregati e situazioni fantascientifiche modernissime (Racconti, Il tallone di ferro) e poi: universi sociali e culturali densissimi di contraddizioni irrisolte, di sogni folli in contrapposizione all’irruenza degli istinti ed anche un suo personalissimo, irrequieto filosofeggiare. Tutto questo ci riflette l’immagine della esasperata vitalità che fu caratteristica della sua esistenza, intensamente consumata goccia a goccia fino al tragico epilogo finale.
L’ultimo suo romanzo, Il vagabondo delle stelle, forse il più autobiografico, di grande successo, emozionante per i temi della vita e della morte, con il vissuto del protagonista che ci coinvolge e ci guida dentro i misteri della reincarnazione, precederà di poco la sua morte.
Martin Eden, pubblicato tra il 1908 e il 1909, più volte tradotto in film a partire addirittura dal 1914, identifica nel marinaio Martin Eden, l’uomo che per amore è capace di perseguire una personale trasformazione, per diventare scrittore famoso e giungere al completo riscatto culturale e sociale, inserendosi nel mondo dell’alta borghesia. Egli manterrà fede comunque alla sua etica interiore, che lo indurrà a riconoscere sia la pochezza della donna, per amore della quale ha orientato e modificato la sua esistenza, sia le contraddizioni, le falsità della vita borghese che si è conquistato.
La disillusione conseguente non potrà che condurlo al suicidio.