STORIA DELL’ARTE

RINASCIMENTO ECCENTRICO: IL “MAGNO PALAZZO” DEL VESCOVO PRINCIPE BERNARDO CLES E IL CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO A TRENTO

Relatore: ALESSANDRO RIGHI

Quando parliamo di “Castello del Buonconsiglio”, parliamo, in realtà, di un edificio composito che ha origine nel XIII secolo e subisce integrazioni e modifiche fino all’Ottocento inoltrato. Ricordiamo che nel Castello, nel 1916, fu tenuto prigioniero, processato e infine giustiziato il grande patriota, giornalista e politico Cesare Battisti.
I maggiori interventi di adattamento e ampliamento dell’edificio avvengono, però, tra Quattro e Cinquecento, (con una ‘coda’ nel Seicento, la cosiddetta “giunta albertiana”) in concomitanza di due importanti principati vescovili: quello di Giovanni IV Hinderbach e quello di Bernardo Cles.
Pensando al Buonconsiglio come “Castello”, che semanticamente rimanda a una costruzione medioevale, pochi immaginano di scoprirvi anche un “Magno Palazzo” (come lo chiamano i cronisti dell’epoca) compiutamente rinascimentale, ispirato ai concetti dell’architettura signorile come la si conosceva negli stessi anni nelle principali corti italiane.
Il “Magno Palazzo”, eretto a partire dal 1528 per volontà del principe vescovo Bernardo Cles – indiscusso protagonista politico e culturale dell’epoca – è una residenza signorile costituita da molte sale e da una biblioteca, strutturata attorno ad un cortile interno con un magnifica loggia, che integra alla propria struttura architettonica un vasto ciclo pittorico che ne fa uno dei più compiuti esempi di decorazione ad affresco della “maniera padana”, del quarto decennio del secolo XVI, dove lavorano pittori del calibro di Dosso Dossi, Girolamo Romanino e Marcello Fagolino.
In questo, il Palazzo clesiano non faceva altro che portare a compimento una tradizione di raffinata decorazione pittorica già presente nel castello medievale: basti pensare agli affreschi gotico-internazionali dedicati ai Lavori dei Mesi, collocati nella Torre Aquila; un’opera imprescindibile del naturalismo attorno all’anno 1400.
Il fascino di questo straordinario complesso monumentale sta nel raccontarci la storia di una evoluzione architettonica che in un solo luogo sintetizza le “durezze” dell’architettura castellana e militare, con le “leggiadre piacevolezze” del tardo gotico veneziano, e la “parlante” architettura cinquecentesca di una raffinata corte principesca, nella cornice storica di un “marca” di frontiera tra nord e sud.